DREAMCATCHER
Narra la leggenda che chi lo esponeva fuori dalla propria stanza venisse protetto dagli incubi.
La rete intrappola i (brutti) sogni della notte e il sole appena sorto li brucia, purificando il cuore di chi li ha fatti,
per ansie, malumore o semplicemente per pensieri non del tutto assimilati.
Io ce l'avevo, in camera, al collo del peluche a forma di Procione, proprio lì, "ventosato" sulla finestra. Immaginavo che corresse al mattino (un po' come il carro di Apollo) e si vedessero schegge di luce e cenere a terra.
Effettivamente, sarà suggestione, non so, gli incubi avevano timore del mio procione con il dreamcatcher e non si presentavano più.
Ora però che sono grande abbastanza per averne di più sostanziosi si fanno rivedere, manifestandosi sotto forma di scheggie infuocate che piovono dal cielo, partendo inizialmente sotto forma di fuochi d'artificio di tutti i colori.
Ricordo una fuga precipitosa, con lo sguardo verso l'alto, sentivo la tua voce, eri vicino a me a guardare anche tu. Tu però correndo ti sei salvato, io ricordo solo l'immagine di questo bolide infuocato in arrivo.. poi il nulla.
Mi sono svegliata con il cuore contratto in uno spasmo innaturale, il gelo nel corpo.
Ti ho abbracciato un attimo, la tua manona ha coperto la mia, non penso che tu ti sia accorto di niente, nella notte.
Mi sa che sono notti che sogno strane situazioni, cose già dette ma rielaborate in versioni leggermente differenti, impressioni sensazioni che non riesco ad esprimere.
Mi sa che mi serve di nuovo il Dreamcatcher, o quantomeno mi manca la mia valvola di sfogo, chiuso lì in un angolo.






